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Meduse, un problema all'attenzione della Commissione

01/06/2011

Con l’arrivo dell’estate si ripropone nel Mediterraneo, come ogni anno, il problema di grossi “banchi” di  meduse  urticanti. Tuttavia, a differenza del passato, quest’anno diverse specie di meduse, comparse già in marzo nei mari spagnoli per 100 km, non hanno effettuato le classiche migrazioni verso mari più caldi. Secondo fonti scientifiche, questa mancata migrazione sarebbe da attribuire al riscaldamento globale e all’innalzamento della temperatura del Mar Mediterraneo, mare in cui le meduse avrebbero dunque trovato un habitat ideale per la loro sopravvivenza. La conferma arriva dal fatto che si sono individuate anche nuove specie di meduse, tipiche dei mari tropicali.

Il problema non è da sottovalutare anche perché i costi di questa sovrappopolazione, se non si interviene in tempo, saranno sempre più alti. L’eccessiva presenza di meduse altera il funzionamento dei sistemi marini.

Il fenomeno è allarmante ed assume un notevole impatto sulla pesca, sul turismo e sugli impianti industriali. I turisti, infatti, non riescono ad usufruire della risorsa mare a causa della presenza degli organismi urticanti, che possono rivelarsi anche rischiosi per la salute (nel 2010 si è registrato, sempre nel Mare Nostrum, il primo caso di morte a seguito della puntura di una medusa denominata “caravella portoghese”).  Serie conseguenze ad un’eccessiva presenza di meduse potrebbero verificarsi anche per la pesca, che resta uno dei settori economicamente maggiori dell’UE. Le meduse si moltiplicano eccessivamente a causa della scarsità dei loro naturali predatori come tonni, pescespada e tartarughe marine ed essendo carnivore si alimentano del plancton dei crostacei di cui si nutrono gli stadi giovanili dei pesci (competendo con i pesci); non solo, esse mangiano le uova e le larve dei pesci (diventando naturali predatori dei pesci). E come se non bastasse, le meduse finiscono sempre più spesso incagliate nelle reti dei pescatori sconfinando così negli allevamenti  ittici.

Anche gli impianti industriali si potrebbero danneggiare (così come è già verificatosi) qualora le enorme masse di banchi gelatinosi si introducessero nelle condutture di raffreddamento.  Alla luce di ciò, si chiede alla Commissione:

1. Se intenda avviare un’indagine conoscitiva per accertare l’estensione del fenomeno.

2. Se intenda istituire piattaforme comuni e permanenti di studio per monitorare e per studiare le meduse e i loro andamenti.

3 Quali tipi di misure intenda adottare al fine di tutelare maggiormente la pesca e il turismo, risorse necessarie per i paesi europei costieri