Indietro

Relazione sulle lavoratrici precarie

20/10/2010

image id=314Complimenti alla relatrice per aver richiamato l'attenzione su un aspetto del mondo del lavoro che causa ancora troppe differenze di genere.

E' sotto gli occhi di tutti che la crisi economica e finanziaria abbia aggravato le condizioni dei lavoratori precari e soprattutto delle donne, sulle quali grava maggiormente il peso del precariato in considerazione anche della loro necessità di conciliare lavoro e famiglia. La conferma, semmai ce ne fosse ancora bisogno, arriva da recenti dati, secondo i quali nel 55% delle imprese europee sono solo le donne ad avere un contratto di lavoro a tempo parziale. Non solo, si calcola che il 31,5% delle donne abbia un lavoro part-time rispetto all'8,3% degli uomini, mentre altri studi hanno dimostrato che il lavoro precario comporta un più alto tasso di infortuni e un maggior rischio di malattia e di esposizione ai rischi.

image id=24Insomma una situazione di disuguaglianza di fronte alla quale l'Unione Europea non può restare indifferente.

Ho votato a favore, perché condivido la necessità di contrastare questo fenomeno e di sollecitare gli Stati Membri e le parti sociali a procedere a un sostanziale allineamento della regolamentazione legislativa e contrattuale. Auspico inoltre che la Commissione e gli Stati Membri attuino maggiori controlli sui requisiti minimi di salute e di sicurezza sul posto di lavoro. C'e' ancora molto da fare per poter garantire alle donne il giusto accesso al mondo del lavoro. Non si può più rimandare.