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Aspetti di genere della recessione economica e della crisi finanziaria

17/06/2010

La mia astensione di voto alla relazione dell'On. I Rueda, va spiegata non perché non riconosca l'importanza sociale e umana delle donne. Piuttosto, perche' considero riduttivo attribuire la responsabilita' dell'attuale crisi economica agli uomini, in quanto genere maschile.


Nel testo oggi presentato in questa aula ho riscontrato inoltre non pochi elementi contenuti in precedenti documenti e già approvati dalla Commissione Femm.


Sono altresì convinto che le donne siano dotate, per loro stessa natura, di capacità gesitionali e amministrative più spiccate rispetto a noi uomini e che nella moderna societa' ancora bisogna riconoscere loro ruoli di effettivo prestigio loro affidati.


Cio' premesso, però, la crisi economica ha radici e cause ben diverse che non possono certo imputarsi alla scarsa presenza di donne nei consigli di amministrazioni di banche o di agenzie di rating.
Una delle più gravi conseguenze di questa crisi è l'alto tasso di disoccupazione, che sta colpendo paurosamente tutti, in particolare giovani e donne.


Ritengo che l'Unione Europea sia impegnata da tempo nel riconoscimento del ruolo della donna nella società, la stessa Commissione Parlamentare Femm ne è un chiaro esempio.
Al contempo, però, reputo che ben altre azioni debbano essere intraprese dall'UE per valorizzare e riconoscere alle donne il loro giusto valore.