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Preparazione del Consiglio Europeo

11/12/2008

Signor Presidente, onorevoli colleghi,

la crisi finanziaria è certamente senza precedenti. A mio giudizio, però, essa poteva e doveva essere prevista ed evitata. La crisi economica, è stato detto prima dal Presidente Barroso, è stata "improvvisa, inaspettata". Mi consenta, Presidente Barroso, di dissentire; la crisi economica è stata improvvisa ma i segnali c'erano tutti, a cominciare da quelli del Fondo monetario internazionale della primavera del 2007. Oggi, però, il linguaggio del rappresentante del Consiglio e il linguaggio del Presidente Barroso è più adeguato e, a mio sommesso giudizio, assolutamente consapevole della gravità della situazione.

Io sono d'accordo con il collega Karas: i cittadini europei ci guardano e noi dobbiamo agire. Il piano europeo che, signor Commissario, che avete messo a punto, di 200 miliardi – bisogna dirlo – è insufficiente. Dobbiamo essere chiari: forse è quello che potevate fare, ma è insufficiente. Io credo, che voi dovete porvi il problema di avere risorse aggiuntive e autonome, ricorrendo in questo momento eccezionale all'indebitamento diretto sul mercato.

E parliamo un attimo della Banca centrale europea – si ha molto pudore a parlare di questa istituzione, stiamo alla larga da questi ragionamenti. Io credo che domani la Banca centrale europea dovrà ridurre il tasso di sconto di un punto; se lo farà di mezzo punto, deluderà ancora una volta i mercati. La stabilità dei prezzi – avete detto voi della Commissione e tutti - è il suo compito: ma io immagino che questo risultato si può anche ottenere non facendo seguire la manovra sui tassi all'indice dell'inflazione; a volte, bisogna essere più flessibili e anticipare la manovra.

Sono d'accordo con il Presidente Barroso sulla rigidità nelle spese: bisogna procedere in questo senso nelle istituzioni europee, negli Stati e anche noi, in Parlamento europeo, forse dobbiamo attrezzarci per sostenere di più il coraggio che la Commissione sta mettendo in campo.