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Creazione di una banca dati per le impronte digitali dei Rom in Italia

07/07/2008

Signor Presidente, onorevoli colleghi,

il Parlamento europeo viene utilizzato come se fosse la terza Camera del parlamento nazionale italiano, in una discussione basata su imprecise notizie riportate dai giornali. Anche la Commissione sta ancora indagando e solo entro fine mese presenterà una relazione sull’iniziativa del governo.

Ora, il governo italiano non ha leso nessun diritto, specialmente quello delle minoranze e dei bambini, e il Ministro Maroni ha già affermato e garantito più volte che non vi è la creazione di nessun database ma che, anzi, tutti dati saranno trattati nel pieno rispetto delle norme sulla tutela dei dati personali. In più, il provvedimento avrà un carattere temporale e sarà, cioè, utilizzato solamente per un periodo di tempo molto limitato. Il Ministro Maroni ha ribadito, inoltre, che il censimento dei nomadi e dei minori presenti nei capi nomadi avviene nel pieno rispetto dei principi della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia ed è finalizzato a realizzare programmi di scolarizzazione e integrazione per i bambini e gli adolescenti, già previsti nelle ordinanze di protezione civile.

A me spiace molto che anche questa volta le forze varie delle sinistra portino al Parlamento europeo una polemica totalmente riferibile al panorama italiano. Io sono convinto che molte cose andavano fatte già prima. La sfida è lanciata. L’emergenza esiste ed è stata riconosciuta da molti colleghi che sono intervenuti ma non è stata riconosciuta dai governi precedenti a quello Berlusconi, neanche da molti grandi comuni. Bene: a fine mese sentiremo il rapporto della Commissione e allora avremo la prova delle strumentalità della posizione della sinistra. Amici della sinistra siete partiti troppo presto e disponendo di poche informazioni non state facendo un buon lavoro.