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Interrogazione sugli scontri in Egitto tra cristiani coopti ed esercito

12/10/2011

Nelle ultime settimane è riesplosa in Egitto la ferocia della violenza settaria contro i cristiani copti, che rappresentano il 10% della popolazione, causando 24 vittime e oltre 200 feriti.
A scatenare quest’ultima tragedia è stata la distruzione di una chiesa copta nella provincia di Assuan, data alle fiamme; un episodio da cui è scaturita una manifestazione di protesta della comunità copta ad Alessandria e al Cairo.

Proprio nella capitale egiziana la manifestazione si è trasformata in tragedia: secondo la prime ricostruzioni, centinaia di manifestanti, passando per il quartiere copto di Shubra in direzione piazza Tahir, sono stati prima oggetto di lancio di pietre e molotov da parte di gruppi di provocatori e poi, in prossimità del palazzo della tv di Stato, la polizia militare ha attuato una feroce repressione sparando sulla folla. Decine di dimostranti sono stati gravemente feriti.

Gli scontri sono poi degenerati in violenze interconfessionali tra copti e musulmani coinvolgendo centinaia di persone che si sono battute a colpi di pietre e bastoni nei quartieri del Cairo.
La situazione desta profonde preoccupazioni sia per la situazione in cui versa la comunità copta in Egitto e sia per il processo di stabilizzazione, ancora fragile, che avrà il suo culmine con le elezioni presidenziali indette per il 28 novembre 2011.

Alla luce degli ultimi tragici eventi e delle suddette preoccupazioni, si chiede pertanto al Consiglio e all’Alto Rappresentante per la politica estera:

1. Quali azioni concrete intenda intraprendere per proteggere la comunità copta e più in generale le differenti comunità religiose garantendo loro la libertà di culto, caposaldo di ogni società democratica;
2. in che modo intenda sostenere il processo di democratizzazione in atto in Egitto;
3. se sono allo studio strumenti da mettere in campo per garantire libere elezioni democratiche il prossimo 28 novembre.