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Risoluzione del Parlamento Europeo sulla situazione in Medio Oriente

13/06/2007


PROPOSTA DI RISOLUZIONE

13 giugno 2007

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Joseph Daul, João de Deus Pinheiro, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Vito Bonsignore, Charles Tannock, Elmar Brok, Antonio Tajani, Bogdan Klich, Jana Hybášková, Tokia Saïfi, Robert Atkins, Gunnar Hökmark e Patrick Gaubert
a nome del gruppo PPE-DE

sulla situazione in Medio Oriente

B6‑0241/2007

 


 

 

Il Parlamento europeo,


-  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Medio Oriente e in particolare quelle del 7 settembre 2006 sulla situazione in Medio Oriente e del 16 novembre 2006 sulla situazione nella Striscia di Gaza,

-  viste le risoluzioni 242, 338, 1373 e 1397 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

-  vista la tabella di marcia per la pace del Quartetto, del 30 aprile 2003,

-  visti gli accordi di vicinato tra l'UE e Israele e tra l'UE e la Palestina,

-  vista la dichiarazione del Quartetto del 30 maggio 2007,

-  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, nonostante l'entrata in vigore di un nuovo cessate il fuoco, nel corso dell'ultimo mese, e in particolare negli ultimi giorni, si è registrato a Gaza un aumento delle violenze tra fazioni che ha causato oltre 40 morti e indotto Al Fatah a decidere provvisoriamente e unilateralmente il ritiro dal governo palestinese di unità nazionale,

B.  considerando che la popolazione che vive nei territori palestinesi deva affrontare una crisi senza precedenti in termini di povertà, disoccupazione, accesso alle cure sanitarie, istruzione, sicurezza e libertà di circolazione,

C.  considerando che, a seguito degli scontri tra il gruppo islamico Fatah al Islam e l'esercito libanese a nord di Tripoli, oltre 12.000 rifugiati hanno recentemente abbandonato il campo di Nahr el Bared e in seguito anche il campo di Ein al Hilweh; che la maggior parte di essi vive ora in un altro campo di rifugiati palestinesi conosciuto come Beddawi, mentre le autorità libanesi hanno messo a disposizione diversi edifici pubblici e altri rifugiati sono stati accolti dalla popolazione locale; che circa 15.000 rifugiati sono ancora esposti ai combattimenti in corso a Nahr el Bared,

D.  considerando che la risoluzione 1757 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituisce un tribunale speciale incaricato di indagare sull'assassinio dell'ex Primo ministro Rafiq Hariri e su altri attentati politici in Libano,

1.  condanna i numerosi attacchi con missili Kassam effettuati dalla striscia di Gaza contro il territorio israeliano e invita il governo palestinese di unità nazionale e tutti i leader palestinesi a fare del loro meglio per porre fine a questi attacchi, che nella maggior parte dei casi hanno come bersaglio i civili;

2.  esprime la sua seria preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria, economica e finanziaria in Cisgiordania e a Gaza;

3.  chiede al governo di unità nazionale di rinunciare pubblicamente alla violenza, di riconoscere il diritto di Israele a esistere in pace e in sicurezza e di rispettare pienamente il diritto internazionale, sulla base dei principi enunciati dal Quartetto; ribadisce la sua volontà di sostenere un governo che osservi tali condizioni;

4.  accoglie con favore la riaffermazione dell'iniziativa di pace araba, rilevando che è riconosciuta nella tabella di marcia e fornisce un auspicabile orizzonte politico regionale per Israele e la Palestina, integrando gli sforzi del Quartetto e delle parti stesse, finalizzati al conseguimento di una pace negoziata, completa, giusta e duratura;

5.  ribadisce la sua convinzione che in politica non vi sia posto per gruppi o individui che invocano la violenza e esorta tutti i gruppi armati palestinesi a mantenere la cessazione delle ostilità;

6.  chiede al governo israeliano di evitare ulteriori attacchi aerei e di liberare senza indugi i ministri e deputati palestinesi detenuti in Israele;

7.  chiede al governo palestinese di unità nazionale, in cooperazione con il presidente Abbas e gli attori regionali, di fare in modo che la sicurezza sia garantita e che siano compiuti tutti gli sforzi necessari per ottenere la liberazione del caporale israeliano Shalit e del giornalista della BBC Alan Johnston;

8.  manifesta la sua preoccupazione per gli effetti che può avere sulla popolazione palestinese la decisione dell'UE di sospendere la fornitura di aiuti attraverso l'Autorità palestinese, decisione dovuta al mancato rispetto, da parte dell'Autorità, di condizioni legittime; accoglie con favore l'ampliamento del meccanismo internazionale temporaneo e esorta il Consiglio e la Commissione a seguire da vicino l'evolversi delle circostanze, incoraggiando situazioni che possono consentire la ripresa della fornitura di aiuti tramite l'Autorità;

9.  conviene, alla luce dell'accresciuto sostegno regionale ai palestinesi, sull'opportunità di esaminare i settori su cui dovrebbero concentrarsi gli aiuti supplementari dei donatori, tenendo in particolare considerazione i programmi di infrastrutture e sviluppo che possono migliorare direttamente la vita quotidiana dei palestinesi, e invita il Consiglio e la Commissione a presentare proposte concrete su un sostegno internazionale specifico che potrebbe essere utile in questa fase;

10.  chiede a Israele di trasferire le entrate fiscali all'Autorità palestinese, in modo da consentire il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti dell'Autorità palestinese, con adeguate salvaguardie quali quelle adottate dall'UE, per esempio attraverso il meccanismo internazionale temporaneo;

11.  accoglie con favore la decisione del Quartetto di tenere la prossima volta una riunione congiunta nella regione;

12.  accoglie con favore la pronta reazione della Commissione europea, che ha deciso immediatamente di destinare 370.000 euro al sostegno umanitario in favore dei rifugiati palestinesi in Libano, in modo da provvedere alle necessità vitali di circa 30.000 rifugiati palestinesi, già soggetti a condizioni di vita estremamente difficili e che si trovano ora intrappolati in un conflitto che non li riguarda; esorta tutte le parti nel conflitto a rispettare i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, e in particolare a facilitare la consegna degli aiuti e l'evacuazione dei civili innocenti;

13.  accoglie con favore la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che prevede l'istituzione di un tribunale speciale incaricato di indagare sull'assassinio dell'ex Primo ministro Rafiq Hariri e su altri attentati politici in Libano; ritiene che tale sviluppo possa costituire un messaggio importante della comunità internazionale, indicante che gli attentati e gli assassini politici commessi in Libano non resteranno impuniti; invita tutti i paesi nonché i diversi partiti libanesi a contribuire all'istituzione, quanto prima possibile, del tribunale e a fornire ad esso una cooperazione senza riserve;

14.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto rappresentante della PESC, ai governi degli Stati membri, al governo d'Israele, al Presidente dell'Autorità palestinese, al Consiglio legislativo palestinese e al Segretario generale delle Nazioni Unite.