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Interrogazione sul rischio idrogeologico

15/07/2011

Sempre più spesso le cronache italiane danno conto di disastri causati da violente precipitazioni. Alcuni giorni fa, la città di Torino ha di nuovo dovuto fare i conti con una vera emergenza: alberi caduti, tetti divelti, piante sradicate, tombini scoperchiati, muri crollati, strade allagate. Tutto questo a causa dell’ennesimo nubifragio abbattutosi sulla città per circa una ventina di minuti.

Il territorio piemontese, per la sua stessa conformazione geomorfologica, è particolarmente soggetto a rischi idrogeologici e il pericolo aumenta con l’imprevedibilità e la frequenza di piogge e temporali, ma anche a causa della scarsa prevenzione e dell’insufficienza di adeguati piani di difesa e tutela del territorio.

image id=471Lo conferma Legambiente, che con il dipartimento della Protezione Civile, ha elaborato uno studio sul “Monitoraggio sulle attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico”. Dall’indagine emerge che sul territorio piemontese 1.046 comuni sono a rischio idrogeologico; di questi, 138 comuni a rischio frana, 303 a rischio alluvione e 605 a rischio sia di frane che di alluvioni, rappresentando l’87% del totale. La Regione Piemonte ha varato un piano straordinario della difesa del suolo, pur tuttavia, secondo la tabella di valutazione, stilata da Legambiente, che stima la solerzia nell’attività di prevenzione e gestione del territorio, al capoluogo piemontese è stato dato un valore di 4.5 su 10 decimi, con una classe di merito equivalente a “scarso”.

Altre regioni d’Italia (l’alluvione in Veneto, ad esempio, con un costo che oscilla tra i 500 milioni e il miliardo di euro) e altri territori europei sono stati spesso scenario di calamità naturali, tra le cui concause vanno annoverate una mala gestione del territorio e una totale assenza di piani preventivi di gestione e di salvaguardia del territorio.

Alla luce di tali osservazioni, si chiede alla Commissione:

1. Se, sulla base dei nuovi cambiamenti climatici in atto, intende elaborare una mappatura dettagliata dei territori europei a rischio al fine anche di programmare piani di emergenza efficienti qualora si verifichino calamità che coinvolgono uno o più Stati membri

2. Se intenda fornire linee guida utili a stilare efficaci piani di difesa del territorio per prevenire e tutelare i cittadini da eventuali calamità naturali.

3. Se intenda destinare fondi alla prevenzione dei territori a rischio idrogeologico o di ricostruzione per quei territori già colpiti da alluvioni