Interrogazione sui rifiuti di plastica nel Mar Mediterraneo
15/07/2011
Secondo il rapporto “Expedition Med”, realizzato dall’Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare e dall’Università di Liegi, nel Mar Mediterraneo galleggiano circa 500 tonnellate di rifiuti plastici. Al largo di Spagna, Francia e Nord Italia è stata inoltre riscontrata una concentrazione di frammenti plastici di gran lunga superiore a quella individuata nei cosiddetti “continenti spazzatura” presenti nell’Oceano Pacifico.
Dal rapporto emerge anche che la più alta quantità di rifiuti plastici è concentrata a largo dell’Isola d’Elba: qui il numero di frammenti è stimato intorno agli 892mila elementi per km quadrato contro una media di 115mila per km quadrato.
A destare la preoccupazione degli esperti è anche un recente studio, condotto da alcuni istituti italiani, su “L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino”. Secondo tale rapporto, infatti, il principale inquinante delle acque mediterranee risulta essere la plastica, responsabile fino all’80% del totale dell’immondizia trovata in mare, mentre in alcune aree si arriva fino al 90-95% del totale dell’immondizia.
È dunque evidente che si tratta di una situazione allarmante, anzitutto perché i rifiuti plastici galleggianti creano enormi problemi alla navigazione in mare, condizionandone l’efficacia e la velocità. Non meno preoccupante, poi, la natura di tali rifiuti, non biodegradabile, che mette perciò in serio pericolo lo stesso Mar Mediterraneo, tesoro di biodiversità di inestimabile valore. Si è infatti calcolato che su 115 specie di mammiferi marini, ben 49 sono a rischio intrappolamento, mentre ogni anno si registra la morte di circa 100mila mammiferi marini e un numero consistente di tartarughe marine uccisi dalla plastica.
Alla luce di tali osservazioni, si chiede alla Commissione:
1. se ritiene utile avviare una più approfondita analisi al fine di valutare con esattezza l’estensione e il livello di criticità del fenomeno.
2. qualora i dati fossero confermati, quali misure intenda adottare per salvaguardare le biodiversità marine che vivono nel Mar Mediterraneo, fonte di reddito per moltissime famiglie europee,
3 quali ulteriori misure intenda adottare per tutelare le cosiddette “autostrade del mare”, vie di trasporto sempre più importanti anche alla luce degli obiettivi di riduzione di CO2 stabiliti dalla strategia EU2020.
RISPOSTA DELLA COMMISSIONE
Janez Potočnik a nome della Commissione
1. La Commissione condivide le preoccupazioni espresse dall'onorevole parlamentare per quanto concerne l'inquinamento marino e i rifiuti di plastica nel Mediterraneo, come si evince per esempio dalle risposte fornite alle interrogazioni scritte E-95/2011, E-718/2011, E-2302/2011 e E-2368/2011 , nonché l'interrogazione orale H-35/2011 .
È in effetti necessario analizzare in modo più approfondito la questione dell'inquinamento marino e dei rifiuti di plastica. Di recente la Commissione ha avviato studi sull'introduzione di strumenti atti a prevenire e/o ripulire l'inquinamento da plastica nonché sulle carenze nel ciclo del materiale da imballaggi, oltre a studi pratici relativi al ciclo di vita della plastica che interessano fra l'altro il Mar Mediterraneo. Il programma di ricerca nell'ambito del 7°PQ "Oceani del futuro" sarà inoltre usato per migliorare le conoscenze in materia di rifiuti marini e della relativa componente di plastica. Il progetto del 7°PQ "PERSEUS" (Policy-oriented marine environmental research for Southern European seas) ha già identificato il problema dei rifiuti marini nel Mar Mediterraneo e fornirà un'immagine più definita della portata e della gravità della situazione nella zona geografica interessata. Si prevede di finanziare un nuovo progetto in quest'ambito tramite l'invito a presentare proposte del 2012, al fine di valutare la distribuzione, le proprietà e i quantitativi di rifiuti marini nonché il relativo tasso di frammentazione in particolato.
2. I rifiuti marini, così come la biodiversità, rappresentano uno dei descrittori del buono stato ambientale delle acque marine dell'UE auspicato dalla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, che costituisce un pilastro della politica marittima integrata dell'UE. Entro luglio 2012 gli Stati membri eseguiranno la valutazione iniziale cui farà seguito, entro il 2015, lo sviluppo di programmi di misure volte a conseguire o mantenere un buono stato ambientale. Nel caso del Mediterraneo, l'UE e gli Stati membri rivieraschi collaborano con le altre parti della convenzione di Barcellona per sviluppare un approccio ecosistemico alle attività umane che incidono sull'ambiente marino. La prossima conferenza delle parti che sarà organizzata all'inizio del 2012 inserirà nell'ordine del giorno sia i rifiuti marini, sia la biodiversità. La Commissione esaminerà inoltre le possibilità di finanziare misure supplementari, quali per esempio, operazioni di pulizia o impianti portuali di raccolta, nell'ambito dei pertinenti programmi unionali di finanziamento. Un elemento importante della lotta all'inquinamento dei mari deve essere la lotta alle fonti di tale inquinamento, per la maggior parte situate sulla terraferma. La Commissione sta esaminando opzioni strategiche mirate a ridurre l'inquinamento da sacchetti monouso in plastica non biodegradabile, avendo condotto una consultazione pubblica a tal proposito quest'anno.
3. Proseguirà la piena attuazione delle autostrade del mare, ossia le rotte marittime che collegano gli Stati membri per il trasporto di passeggeri e merci all'interno dell'Unione europea, poiché contribuisce al più vasto obiettivo della Commissione di rendere più ecologici i trasporti e ridurre la CO2. La Commissione garantirà che lo sviluppo delle autostrade del mare sia pienamente preso in considerazione nell'ambito della revisione delle TEN-T, che sarà adottata più avanti nell'autunno, nonché nell'ambito delle valutazioni e dei programmi di misure pianificati dagli Stati membri nell'ambito della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.




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