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Politica energetica europea

02/02/2006


INTERROGAZIONE SCRITTA di Iles Braghetto (PPE-DE) , Lorenzo Cesa (PPE-DE) , Vito Bonsignore (PPE-DE) , Armando Dionisi (PPE-DE) e Michl Ebner (PPE-DE) alla Commissione

Nelle ultime settimane, per iniziativa del Governo francese è stata avviata la fusione tra le compagnie energetiche Gas de France e Suez, allo scopo di non internazionalizzare la compagnia energetica e di rendere di fatto impossibile l'OPA italiana di Enel, appare quindi evidente che atteggiamenti di questo tipo possono solo essere considerati come ambigui e caratterizzati da una matrice «neoprotezionistica» in quanto mirano a difendere, con l'aiuto di un Governo membro dell'Unione, gli interessi economici di una azienda a discapito del regime di concorrenza e del libero mercato.


Tale decisione genera altresí taluni effetti fortemente negativi come la distorsione del mercato ad opera di un Governo nazionale, l'allontanamento della politica del libero mercato all'interno dell'Unione europea, ed il ritorno a politiche nazionali neoprotezioniste. Ció premesso, potrebbe la Commissione far sapere cosa intenda fare per:


1. arginare azioni di questo tipo che sono in palese contrasto con la realizzazione del mercato unico in Europa;
2. salvaguardare i diritti dei consumatori europei che attraverso la concorrenza tra imprese dovrebbero trovare maggior qualità nei servizi ad un prezzo inferiore;
3. garantire che il sistema regolatore dei mercati non subisca ingerenze tese alla mera difesa dei sistemi economici nazionali?

 

RISPOSTA DELLA COMMISSIONE (11/05/2006)

Risposta di McCreevy a nome della Commissione

Non sono ancora note tutte le circostanze del caso cui fanno riferimento gli onorevoli interroganti e l’annunciata fusione tra Gaz de France e Suez non è stata ancora formalmente notificata alla Commissione. Se e quando la notifica avrà luogo la Commissione procederà ad un’analisi dell’operazione alla luce del regolamento sulle concentrazioni(1).

Se dovesse risultare che l’operazione assume una dimensione comunitaria ai sensi del suddetto regolamento, la Commissione – come di consueto – effettuerà un’ampia e approfondita analisi del mercato di cui trattasi per valutare il possibile impatto dell’operazione sui mercati dell’energia interessati, in particolare in Francia e in Belgio. Va comunque sottolineato che la fusione non può aver luogo prima di aver ricevuto l’autorizzazione della Commissione.


Per il momento, la Commissione sta attivamente raccogliendo e vagliando una serie di informazioni relative al caso citato e, a tal fine, ha già avuto luogo uno scambio di lettere con le autorità francesi.


Il Presidente della Commissione, il membro della Commissione responsabile per il Mercato interno ed i servizi, il membro della Commissione responsabile per la Concorrenza e la stessa Commissione hanno pù volte ribadito il loro impegno a garantire l’osservanza delle norme del trattato.

La Commissione ritiene che la stretta osservanza della normativa sul mercato interno e delle regole di concorrenza sia il mezzo migliore per assicurare il buon funzionamento del mercato interno e per tutelare i diritti dei consumatori europei.

Nella «sua veste» di custode del trattato, è preciso dovere della Commissione fare rispettare integralmente le regole del mercato interno e le regole di concorrenza.

La Commissione farà ricorso, in modo coordinato, a tutti i mezzi legali a sua disposizione al fine di salvaguardare il mercato interno da qualsiasi interferenza incompatibile con il trattato e di assicurare che le imprese, i consumatori e i cittadini traggano i massimi benefici dal mercato interno.


(1) Regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni fra imprese («regolamento sulle concentrazioni»), pubblicato nella GU L 24 del 29.1.2004.