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Fuga di notizie dall'OLAF

23/03/2006

INTERROGAZIONE SCRITTA di Antonio Tajani (PPE-DE) , Lorenzo Cesa (PPE-DE) , Gianni De Michelis (NI) , Cristiana Muscardini (UEN) , Mario Borghezio (IND/DEM) , Mario Mauro (PPE-DE) , Giuseppe Gargani (PPE-DE) , Renato Brunetta (PPE-DE) , Jas Gawronski (PPE-DE) , Alessandro Battilocchio (NI) , Roberta Angelilli (UEN) , Armando Dionisi (PPE-DE) e Vito Bonsignore (PPE-DE) alla Commissione

Fuga di notizie dall'OLAF   

Secondo informazioni rese note di recente e riprese dalla stampa, tra l'agosto del 2002 e il novembre del 2005 si sarebbe verificata una fuga di documenti dal Comitato di vigilanza dell'OLAF.


Questi documenti, classificati come riservati, sono finiti nelle mani di alcuni giornalisti e di alcuni dirigenti di agenzie comunitarie che si trovavano in situazioni di contenzioso con la Commissione europea.


Il Comitato di vigilanza era presieduto tra l'agosto 2002 e il novembre 2005 dal dott. Edmondo Bruti Liberati, magistrato italiano.


La nuova presidente del Comitato di vigilanza, sig.ra Rosalind Wright, ha specificato dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento che si tratta di un serio problema a cui vuole mettere fine. Franz H. Brunner, direttore generale dell'OLAF, in un dossier spedito al Presidente del PE, al Presidente della commissione per il controllo dei bilanci e al Comitato di vigilanza dell'OLAF stesso, avrebbe evidenziato che in numerosissime occasioni lo stesso aveva domandato al dott. Bruti Liberati di indagare e riferire sulle fughe di notizie, senza ottenere adeguato riscontro.

Il dott. Bruti Liberati, così come evidenziato anche dallo stesso Brunner, non avrebbe risposto, se non marginalmente, alle reiterate richieste del direttore generale e, dopo più solleciti, avrebbe scritto solo alla commissione parlamentare competente, senza interessare l'OLAF.


Quali iniziative intende avviare la Commissione per evitare che si ripetano episodi simili?


Può dire la Commissione se, dopo il rinnovo del Comitato di vigilanza del novembre 2005, vi siano state ulteriori fughe di notizie?


A quali conclusioni sono giunte le indagini sulle vicende che riguardano l'OLAF?


Intende la Commissione accertare se vi siano eventuali responsabilità?

 

RISPOSTA DELLA COMMISSIONE (03/05/2006)

Risposta di Kallas a nome della Commissione

La Commissione rimanda innanzitutto alla sua risposta all’interrogazione scritta n. P-1217/06 relativa alla medesima questione.


La Commissione desidera inoltre confermare che il sig. Raymond Kendall è stato presidente del comitato di vigilanza dall’ottobre 2001 al gennaio 2005. Il sig. Edmondo Bruti Liberati, membro ordinario dall’agosto 1999, ha assunto la presidenza dal febbraio 2005 al novembre 2005.


La Commissione desidera informare gli onorevoli parlamentari della recente apertura di un’indagine interna dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) sul sospetto di fuga di notizie dal comitato di vigilanza precedente o dai suoi segretariati. L’obiettivo di tale indagine è di individuarne le eventuali responsabilità.


L’OLAF svolge indagini in totale indipendenza da tutte le istituzioni (articolo 12, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1073/1999(1)). Poiché gli onorevoli parlamentari fanno riferimento ad una questione che è ancora oggetto di indagine, la Commissione si astiene dal far commenti. In effetti, discutere su questo argomento rischierebbe di pregiudicare l’integrità del processo investigativo.


Nel suo discorso alla commissione per il controllo dei bilanci (COCOBU) del 21 febbraio 2006, la sig.ra Wright, l’attuale presidente del comitato di vigilanza, ha precisato: «Siamo stati informati che gli investigatori dell’OLAF sono stati incaricati di indagare circa la fuga di notizie e hanno già presentato relazioni intermedie al direttore generale.

Il comitato di vigilanza che presiedo è convinto che si stia facendo tutto il necessario per indagare sulla fuga di notizie che si è verificata ed io stessa sono convinta che i cambiamenti del personale, uniti al miglioramento delle misure di sicurezza che si stanno attuando, ridurranno in futuro, o addirittura elimineranno, qualsiasi eventuale fuga di notizie dalla medesima fonte all’interno del comitato di vigilanza o dai suoi segretariati»(2).

Il nuovo segretariato del comitato di vigilanza ha adottato immediatamente misure di sicurezza migliori. La Commissione conferma agli onorevoli parlamentari di non essere al corrente di alcun tipo di fuga di notizie da quando è stato nominato il nuovo comitato di vigilanza.


(1) Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’OLAF, GU L 136 del 31.5.1999.

(2) Discorso della sig.ra Wright alla COCOBU, 21 febbraio 2006: http://europa.eu.int/comm/dgs/olaf/sup_comm/presentation_en.html