A proposito


IL PARLAMENTO EUROPEO

image id=1Il Parlamento europeo è l'unica istituzione sovranazionale i cui membri sono eletti democraticamente a suffragio universale diretto. Esso rappresenta i popoli degli Stati membri.

Eletto ogni cinque anni, adotta numerose leggi (direttive, regolamenti, ecc.) che influiscono sulla vita quotidiana di ogni cittadino. I suoi 785 deputati sono i vostri rappresentanti, scelti ogni cinque anni dagli elettori dei 27 Stati membri dell'Unione europea quali portavoce di 492 milioni di cittadini.

In occasione delle diverse revisioni dei trattati, i poteri del Parlamento europeo in seno alle istituzioni europee hanno continuato a rafforzarsi. Oggi il Parlamento europeo è colegislatore, dispone di poteri di bilancio e assicura il controllo democratico di tutti gli organi europei.

È un'autentica tribuna internazionale in cui vengono ad esprimersi numerosi dirigenti. Esso è divenuto negli anni interprete delle azioni esterne e interne dell'Unione, il che permette la partecipazione dei deputati e quindi del cittadino nella definizione della propria visione politica europea.

 

I Deputati

Ogni Stato membro stabilisce autonomamente le modalità dello scrutinio, applicando tuttavia regole democratiche identiche: diritto di voto a diciotto anni, parità tra uomini e donne e segretezza del voto.

Va rilevato che le elezioni europee presentano di già un certo numero di regole comuni: il suffragio universale diretto, la regola della proporzionalità e la durata quinquennale del mandato parlamentare.

La ripartizione dei seggi è di norma proporzionale alla popolazione di ogni paese. A ogni Stato membro è assegnato un numero fisso di seggi, con un minimo di cinque ed un massimo di novantanove.

Per quanto riguarda la parità uomo-donna, si é assistito a un continuo aumento della rappresentanza femminile in seno al Parlamento europeo; circa un terzo dei deputati sono donne.

 

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Sede del Parlamento Europeo a Bruxelles

L'attività dei deputati europei si svolge a Bruxelles, a Strasburgo e nelle circoscrizioni elettorali. A Bruxelles si svolge l'attivitá delle commissioni parlamentari e dei gruppi politici, nonché delle Sessioni Plenarie supplementari.


A Strasburgo invece hanno luogo le dodici tornate regolari di Sessione Plenaria.
Parallelamente a queste attività principali, i deputati europei devono ovviamente dedicare tempo anche alle proprie circoscrizioni elettorali.

 

I deputati al Parlamento europeo sono raggruppati in funzione delle loro affinità politiche e non in base alla nazionalità. Esercitano il loro mandato in maniera indipendente.


Dotati di poteri sempre più ampi, i deputati europei influiscono su tutti i settori della vita quotidiana del cittadino: ambiente, protezione dei consumatori, trasporti ma anche istruzione, cultura e sanità.

image id=52Sede del Parlamento Europeo a Strasburgo

 

 


I Gruppi politici

In Parlamento Europeo sono attualmente presenti otto Gruppi Politici piu` i Non Iscritti:



GRUPPO POLITICO

SEGGI


2004

2005

2009

Partito Popolare Europeo (PPE-DE)

268

262

264

Partito Socialista Europeo (PSE)

200

201

161

Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa (ADLE)

88

89

80

Gruppo Verde/Alleanza libera europea (Verdi/ALE)

42

42

53

Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL)

41

41

32

Indipendenza/Democrazia (IND/DEM)

37

29

18

Unione per l'Europa delle Nazioni (UEN)

27

30

35

Identità, Tradizione, Sovranità (ITS)

0[1]

0[1]

0

Non Iscritti (NI)

29

37

93

Totale


732

[2]731


785

⿢1. 1,0 1,1 Gruppo formatosi nel 2007

⿢2. L'elenco viene aggiornato ogni qual volta un deputato si dimette. Questo spiega la momentanea differenze tra il numero ufficiale dei seggi (732) e il numero effettivo dei deputati.


 


Il potere legislativo

Il Parlamento europeo condivide il potere legislativo equamente con il Consiglio dell'Unione europea. Esso ha dunque facoltà di adottare le leggi comunitarie (direttive, regolamenti, ecc). Può approvare, modificare o respingere il contenuto della normativa comunitaria.

Lavoro legislativo

In seno ad una commissione parlamentare, il deputato elabora una relazione su una proposta di "testo legislativo" presentata dalla Commissione europea, la quale ha il monopolio dell'iniziativa normativa. La commissione parlamentare vota su tale relazione, eventualmente modificandola. Il Parlamento definisce la propria apportando modifiche al testo e votandolo in Aula.

Questo processo viene ripetuto una o più volte, a seconda del tipo di procedura e in base al raggiungimento o meno di un accordo con il Consiglio.

Per l'adozione degli atti legislativi, si distinguono la procedura legislativa ordinaria (codecisione), che pone il Parlamento allo stesso livello del Consiglio, e le procedure legislative speciali, che si applicano esclusivamente a casi specifici in cui il Parlamento svolge soltanto un ruolo consultivo.

Va rilevato che, in effetti, per le questioni cosiddette sensibili (fiscalità, politica industriale, politica agricola, ecc.), il Parlamento europeo esprime soltanto un parere consultivo: si tratta della procedura di consultazione. In taluni casi, il trattato prevede l'obbligo di consultazione del Parlamento, in quanto richiesto dalla base giuridica, e la proposta legislativa può entrare in vigore soltanto allorché il Parlamento ha espresso il proprio parere. In questo caso, il Consiglio non ha la facoltà di prendere una decisione autonomamente.

Il Parlamento dispone anche di un potere di iniziativa politica.

Esso può chiedere alla Commissione di presentare proposte legislative al Consiglio. Partecipa inoltre concretamente all'elaborazione di nuovi testi legislativi, in quanto esamina il programma di lavoro annuale della Commissione, indicando quali leggi riterrebbe auspicabili.

 

Politica Estera

Il Parlamento europeo è consultato dal Consiglio sui principali aspetti e sulle scelte fondamentali della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) e può rivolgergli interrogazioni e raccomandazioni.

La PESC coordina le politiche estere degli Stati membri dell'Unione europea.

Esso viene tenuto regolarmente informato dell'evoluzione della politica estera e di sicurezza dal Consiglio e può rivolgergli interrogazioni e raccomandazioni.

Attraverso la sua commissione per gli Affari Esteri, il Parlamento europeo è quindi in regolare contatto con l'Alto Rappresentante dell'UE per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, nonché con il Commissario europeo incaricato delle relazioni esterne.

Il Parlamento dà il suo parere conforme all'adesione di nuovi Stati membri dell'Unione europea ed è consultato sugli accordi internazionali quali gli accordi di associazione o di cooperazione commerciale tra l'Unione e i paesi terzi.

Il 29 ottobre 2004 i Ministri degli Affari Esteri degli Stati membri hanno firmato il trattato costituzionale. La nascita della prima Costituzione europea consentirebbe di rafforzare il ruolo del Parlamento europeo in materia di politica estera.

 

La difesa dei diritti dell'uomo

La tutela dei diritti dell'uomo nel mondo è una priorità assoluta del Parlamento europeo. La sua Commissione per gli Affari Esteri si occupa direttamente della difesa dei diritti dell'uomo all'esterno dell'Unione.

Ogni anno il Parlamento europeo presenta una relazione sui diritti dell'uomo nei paesi terzi e un'altra sul rispetto dei diritti dell'uomo nell'Unione europea.

In nome dei diritti dell'uomo il Parlamento europeo informato dal Consiglio riguardo a qualsiasi decisione adottata circa la sospensione di accordi con un dato paese.

Esso può pertanto premere sul Paese in questione affinché, ad esempio, liberi dei prigionieri politici o sottoscriva impegni internazionali a tutela dei diritti dell'uomo.

Casi di violazione dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello stato di diritto, sono regolarmente dibattuti nel corso di ciascuna Sessione Plenaria. Il Parlamento ha adottato una serie di risoluzioni che condannano i governi responsabili di violazioni dei diritti dell'uomo.

L'Aula è un forum internazionale in cui ci si può esprimere e richiamare l'attenzione dei deputati e dei cittadini sulle violazioni dei diritti dell'uomo commesse in taluni paesi.

Nel 1988, il Parlamento europeo ha istituito il premio Sacharov per la libertà di pensiero. Lo attribuisce ogni anno ad una personalità o un'organizzazione internazionale che, come il fisico nucleare russo Andrej Sacharov, Premio Nobel per la pace nel 1975, si sia distinta nel settore dei diritti dell'uomo.

 

Lo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia

Libertà, sicurezza e giustizia sono tre settori al centro delle preoccupazioni dei cittadini.

L'Unione Europea ha creato uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia che rispetta Carta dei diritti fondamentali dell'Unione e onora le tradizioni e i sistemi giuridici di ciascuno Stato membro.

All'interno di tale spazio gli Stati membri possono condurre una cooperazione di polizia e doganale nonché una cooperazione giudiziaria in materia civile e penale più rafforzate e più operative.

L'Unione lotta contro qualsiasi forma di criminalità (traffico di droga, di armi, di automobili rubate - corruzione - razzismo - sfruttamento sessuale dei minori - terrorismo...) di razzismo e di xenofobia per garantire ad ogni cittadino un elevato livello di sicurezza.

Lo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia garantisce al cittadino il diritto di circolare e di soggiornare liberamente in tutta l'Unione.

La competenza dell'Unione si esercita anche in materia di sicurezza e di giustizia.

Il Parlamento svolge un ruolo di colegislatore assieme al Consiglio per buona parte degli atti legislativi necessari alla creazione di questo spazio.

 

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

La decisione di elaborare una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata presa dal Consiglio europeo di Colonia il 3 e 4 giugno 1999.

Una convenzione composta di rappresentati dei Capi di Stato e di governo e del presidente della Commissione, nonché di membri del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali, è stata incaricata di redigere un progetto di Carta.

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata proclamata dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea durante il Consiglio europeo di Nizza il 7 dicembre 2000.

Il preambolo della Carta espone la decisione dei paesi dell'Unione di "condividere un futuro di pace fondato su valori comuni" e testimonia che "consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; l'Unione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto".

La Carta dei diritti fondamentali riunisce in un testo unico l'insieme dei diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini nonché di qualsiasi residente nel territorio dell'Unione.

Tali diritti sono classificati in sei grandi capitoli: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia.

Dal 2001 il Parlamento europeo presenta ogni anno una relazione che esamina il grado di rispetto dei diritti enunciati nella Carta.

Esso ha potuto ad esempio sottolineare che la situazione dei prigionieri si è deteriorata in taluni Stati membri nel 2002, principalmente a causa della sovrappopolazione carceraria. La sua intenzione è quella di rendere tali relazioni le più utili possibile per suscitare presso gli Stati membri una presa di coscienza generale.

L'inserimento dei diritti fondamentali nella futura Costituzione europea significherà che, se quest'ultima entrerà in vigore, le istituzioni europee e gli Stati membri saranno giuridicamente tenuti a rispettarli.