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Nuovo Centrodestra, una scelta di coerenza

21/11/2013

Le ragioni della scelta a favore del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano si riassumono sinteticamente in tre punti. Intanto la necessità di sostenere assolutamente il governo Letta. La situazione finanziaria del Paese non permette una crisi al buio che si rivelerebbe disastrosa per le imprese e le famiglie, stroncando le speranze di ripresa e deteriorando ulteriormente il quadro economico e sociale.  Va tenuto presente che la sopravvivenza stessa delle funzioni di governo (dal pagamento delle pensioni al mantenimento dei servizi essenziali a cominciare dalla sanità) dipende dalla capacità del sistema Italia di trovare compratori dei suoi titoli di debito: un’Italia isolata e instabile sarebbe facilmente preda della speculazione, a rischio default, con il risultato di farsi dettare la politica finanziaria dai tecnici stranieri della Troika (BCE, Unione Europea e FMI).

Inoltre, dati i risultati delle ultime elezioni, una presenza di moderati al governo è il massimo possibile di garanzie per il nostro elettorato; in alternativa c’è soltanto la saldatura tra un Pd sempre piu “di rottura” e M5S, con provvedimenti che colpirebbero proprio la gente che noi vogliamo difendere e rappresentare.

La seconda ragione è l'impossibilità di prescindere dal quadro europeo. I toni antieuropeisti e populisti, le suggestioni facili (come quella di uscite unilaterali dall’Euro) possono premiare nello spazio di un comizio, ma ricondurrebbero l'Italia verso una maggiore incertezza ed una pericolosa instabilità politica, monetaria ed economica. Per superare il momento abbiamo bisogno semmai di ricostruire un quadro robusto di alleanze internazionali, cominciando da un forte ancoraggio al Partito Popolare Europeo. Soltanto così potremo avviare riforme concordate di un’Europa che non funziona e che vogliamo più democratica, integrata e vicina ai problemi dei cittadini.

In ultimo il partito azienda ha dimostrato tutti i suoi limiti nel rappresentare una società plurale e complessa come la nostra, anche se alla testa c’è fuoriclasse come Berlusconi. Se alla gente non si offre una possibilità di partecipare alle scelte politiche in maniera ordinata ed efficace, si alimentano la demagogia e la disaffezione per la politica. Immaginiamo un Nuovo Centrodestra con il ritorno agli antichi e buoni valori della partecipazione della nostra gente alla scelta delle linee politiche e della classe dirigente, a cominciare dal territorio: dal consigliere di quartiere ai deputati, i nostri rappresentanti dovranno essere individuati in un processo democratico, anche in maniera tale da ridurre le distanze tra i cittadini e le istituzioni.