Indietro

SPECIALE LAVORO

21/03/2012

5 aprile 2012

Presentato il DDL di riforma del mercato del lavoro

Il governo ha presentato il testo del ddl di riforma del mercato del lavoro, approvato dal Cdm la settimana scorsa con la formula "salvo intese". Dopo i contatti con i leader dei partiti di maggioranza, le intese sono arrivate ed ecco il nuovo testo, che sarà ora presentato ufficialmente alla Camera. Novità sull'articolo 18 rispetto al testo iniziale:  Il giudice potrà intervenire a tutela dei lavoratori anche sui licenziamenti «economici» qualora siano «ingiustificati» e «di carattere discriminatorio». Così il premier, Mario Monti: «si è accresciuta in misura rilevante la flessibilità in uscita, ma con una serie di garanzie che rispettano la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità del datore di lavoro e siano lì a tutelare lavoratori che fossero oggetto di licenziamenti ingiustificati».

SCARICA IL DDL

 


23 marzo 2012

Via libera dal Consiglio dei Ministri al ddl di riforma del mercato del lavoro. Quindi niente più decreto, né delega al governo. La riforma arriverà in Parlamento con il più lento degli strumenti legislativi: il disegno di legge. Ecco le ultime novità previste dalla riforma.

LICENZIAMENTI

Per i licenziamenti per motivi economici «il datore di lavoro può essere condannato solo al pagamento di un’indennità». «Particolare attenzione - precisa il comunicato di palazzo Chigi - è riservata all’intento di evitare abusi».

APPRENDISTATO
«Il nuovo impianto del mercato delle professioni attribuisce massimo valore all’apprendistato - inteso nelle sue varie formulazioni e platee - che diviene il ’trampolino di lanciò verso la maturazione professionale dei lavoratori». Così il Cdm in una nota, dopo l’ok alla riforma del lavoro. Sull’apprendistato «tutte le parti coinvolte nella concertazione si sono trovate d’accordo».

CONGEDO DI PATERNITA'

Arriva il congedo di paternità obbligatorio.

QUOTE ROSA PER LE SOCIETA' PUBBLICHE
Via libera al «regolamento che definisce termini e modalità di attuazione della disciplina delle cosiddette quote rosa alle società controllate da pubbliche amministrazioni». È quanto prevede la riforma del mercato del lavoro. L’obiettivo è il «potenziamento dell’accesso delle donne alle posizioni di vertice».

NORME CONTRO LE DIMISSIONI IN BIANCO
Con l’obiettivo di perseguire «l’equità di genere» e favorire l’occupazione femminile la riforma del lavoro prevede «norme di contrasto alla pratica delle cosiddette dimissioni in bianco con modalità semplificate e senza oneri per il datore di lavoro e il lavoratore» e anche «il rafforzamento con l’estensione sino a tre anni di età del bambino (oggi è fino a un anno) del regime della convalida delle dimissioni rese dalle lavoratrici madri». È quanto si legge nel comunicato della presidenza del Consiglio.Siamo ad un passo dall'accordo con le parti sociali sulla riforma del lavoro. Ci sarà un'ultima riunione giovedì, ma l'impianto della riforma dovrebbe essere ormai al traguardo. Ecco le novità che il governo vuole introdurre.

 

 


 

22 marzo 2012

Articolo 18
Cambia l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il reintegro è previsto solo per i licenziamenti discriminatori. Per quelli disciplinari deciderà il giudice tra reintegro o indennizzo. Per quelli per motivi economici è previsto solo l'indennizzo.

Per i licenziamenti per motivi discriminatori, il reintegro sarà accompagnato dai contributi non versati durante il periodo di sospensione dal lavoro. L'obbligo di reintegro in caso di licenziamenti discriminatori viene esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti. Nei casi di licenziamento per motivi disciplinari è il giudice a decidere tra il reintegro "nei casi gravi" o l'indennizzo. Quest'ultimo potrà essere erogato fino a un massimo di 27 mensilità tenendo conto dell'anzianità del lavoratore. Per i licenziamenti per motivi economici è invece previsto solo un risarcimento che potrà essere da un minimo di 15 mensilità fino a un massimo di 27 dell'ultima retribuzione.
articoli correlati

Costo del lavoro
I contratti stagionali e sostitutivi verranno esclusi dall'aliquota addizionale dell'1,4% prevista invece per i contratti a tempo determinato per finanziare l'Aspi. Mentre l'aliquota del'1,4% è confermata per i contratti a tempo determinato per finanziare la nuova Assicurazione sociale per l'impiego (Aspi).

Contratto a tempo determinato
Dopo 36 mesi di contratto a tempo determinato scatterà l'assunzione a tempo indeterminato.

Apprendistato
Il contratto di lavoro a tempo indeterminato diventa quello che domina sugli altri per ragioni di produttività e di legame tra lavoratori e imprese. Il percorso inizia con un apprendistato vero, da intendersi come investimento per la formazione e non come flessibilità, e sarà seguito da una stabilizzazione.

Cocopro e contratti intermittenti
Vincoli stringenti ed efficaci saranno posti sui contratti intermittenti e su quelli a progetto.

Partite Iva: dopo 6 mesi stabilizzazione
La proposta del Governo sulle partite Iva prevede l'introduzione di lavoro subordinato dopo 6 mesi, se la prestazione di lavoro è presso un committente.

Ammortizzatori
La riforma degli ammortizzatori sociali sarà a regime dal 2017 e il 2016 sarà ancora un anno di transizione. La cassa integrazione ordinaria viene mantenuta. La cassa integrazione straordinaria viene mantenuta ma ripulita: non verrà data per cessazione di attività e mobilità.

Donne
Per favorire l'occupazione delle donne e per conciliare i tempi di lavoro e famiglia verranno sperimentati dei congedi di paternità obbligatori che saranno finanziati dal ministero del Lavoro. Nella riforma c'è poi una norma "contro le dimissioni in bianco".