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Fondi Ue, l'Italia ha 8 mld da spendere per la crescita

01/02/2012

L'Italia ha ancora a disposizione otto miliardi di euro - di finanziamenti europei stanziati dai Fondi regionale e sociale - che dovranno essere impegnati entro il 2013, per stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro. L'Italia deve ancora programmare l'impiego di 4,326 miliardi di euro dal Fondo regionale europeo, e 3,674 miliardi del Fondo sociale, nell'ambito dei Fondi strutturali Ue 2007-2013.

Nel complesso per i sette anni presi in considerazione l'Ue ha stanziato all'Italia 27,958 miliardi di euro di fondi strutturali rispetto ad un finanziamento globale per l'insieme dell'Unione, di 347 miliardi.

I governi nazionali ora devono disegnare entro 11 settimane un piano per il riorientamento dei fondi europei sinora assegnati a non spesi. L’obiettivo è quello di utilizzare la ricca dote - complessivamente da 82 miliardi - come un «quick fix», una cura immediata per fornire ossigeno alle imprese e all’occupazione, soprattutto nel settore giovanile.

La Commissione europea ha proposto ai governi un'aiuto ulteriore per rilanciare la crescita: un "action team"  che lavorerà con i governi nazionali e le parti sociali per creare occupazione proprio con l'aiuto dei fondi Ue non spesi.

Ma fin da subito l'Ue nel suo insieme dovrà fare di più affinchè l'Europa possa superare la crisi, oltre alla riprogrammazione dei fondi Ue: preparare dei piani nazionali per l'occupazione, lanciare ''project bond'' pilota per il finanziamento delle infrastrutture ed evitare che il credit crunch strangoli la crescita e le piccole e medi imprese.

L'attenzione dei leader Ue si è focalizzata in particolare verso i giovani. I piani nazionali dei singoli Paesi dovranno prevedere la riduzione degli oneri sociali e degli altri costi che gravano sulle retribuzioni. Inoltre, bisognerà assicurare a tutti i giovani, una volta terminati gli studi, di trovare entro pochi mesi offerte di lavoro e di apprendistato.

Dal canto suo l'Ue aiuterà i Paesi con i maggiori tassi di disoccupazione giovanile a utilizzare al meglio i fondi europei per combattere questa piaga. L'Ue si è inoltre impegnata a fare importanti passi avanti per il completamento del mercato unco entro il prossimo giugno, data per la quale vuole anche chiudere il dossier del brevetto Ue. E a dare sostegni concreti alle piccole e medie imprese