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Bonsignore, pieno appoggio al ministro Alfano e al Governo Berlusconi

13/10/2009

“Siamo a disposizione del ministro Alfano e dell’intero Governo italiano. Una fattiva collaborazione tra noi deputati italiani al Parlamento Europeo e i rappresentanti del nostro Governo è la strada migliore per arrivare a risultati concreti”. Così ha risposto Vito Bonsignore, vice presidente del Gruppo PPE, alla richiesta di collaborazione avanzata questo pomeriggio dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

image id=168In visita a Bruxelles per presentare il piano straordinario per le carceri, il ministro ha infatti incontrato la delegazione italiana al PE illustrando i progetti del Governo Berlusconi sull’annoso problema del sovraffollamento delle carceri. “L’Italia – ha spiegato il ministro agli europarlamentari italiani – si vuole far carico di una migliore regolamentazione del sovraffollamento delle carceri, un problema non solo italiano, ma che accomuna molti Stati membri. Non vogliamo però farlo da soli, ma con la collaborazione dell’intera delegazione italiana”.

Assicurando il “pieno appoggio di tutti i popolari europei all’azione del Governo Berlusconi”, l’On. Bonsignore ha poi precisato che “siamo alla vigilia di una nuova fase per l’Europa: con l’entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona avremo a disposizione nuove modalità decisionali e maggiori competenze anche in questo settore, così complesso e delicato allo stesso tempo”.

Secondo il ministro Alfano, dunque, che oggi ha incontrato il commissario Ue alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot e il presidente della commissione europarlamentare Libertà pubbliche, Lopez Aguilar per presentare il piano straordinario per le carceri, c’è un aspetto di competenza europea, che riguarda i detenuti stranieri.

image id=167Il nostro Paese ha un problema di sovraffollamento delle carceri acuito dalla massiccia presenza di detenuti stranieri. "Su 64mila detenuti per 43mila posti - ha spiegato infatti Alfano - 20mila sono stranieri; se ci fossero solo italiani starebbero larghi".

Ecco allora che il Governo italiano sta studiando diverse ipotesi per poter risolvere il problema. Anzitutto, l’Europa dovrebbe farsi garante “della stipula o dell’adempimento dei trattati tra gli Stati laddove i trattati esistono già”, ha precisato il ministro. Altro punto su cui ha insistito è poi la possibilità di utilizzare fondi europei per la costruzione di carceri: l’Unione europea potrebbe cioè contribuire economicamente a sostenere Paesi Ue per la permanenza dei detenuti stranieri nelle proprie carceri.