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Una commissione anticrisi - La Stampa, 8/10/09

08/10/2009

Il parlamento europeo incarica 45 deputati di studiare le ragioni e le vie d'uscita dalla crisi. Per il Ppe scelto come responsabile l'italiano Vito Bonsignore: coinvolgeremo le piccole e medie imprese.

 

Il Parlamento ha istituito una commissione speciale sulla crisi finanziaria ed economica che, composta di 45 deputati, dovrà analizzare la situazione e proporre delle misure appropriate, valutare la legislazione UE e il coordinamento tra gli Stati membri e curare le relazioni con le istituzioni UE e gli le organizzazioni internazionali. Il mandato della commissione è di 12 mesi a decorrere dall'8 ottobre 2009.  Il gruppo dei Popolari ha designato come componente italiano della nuova istituzione Vito Bonsignore.

Il Presidente Jerzy Buzek ha affermato in proposito che " dovremmo imparare la lezione da queste crisi economiche e finanziarie affinché non si ripetano". I membri del Parlamento europeo, ha aggiunto, "dovranno valutare l'efficacia delle misure prese a livello Ue e dagli Stati membri per rispondere alla crisi e questa nuova commissione servirà da importante luogo di dibattito".

Più in particolare, la commissione speciale dovrà analizzare e valutare l'ampiezza della crisi sociale, economica e finanziaria, il suo impatto sull'Unione europea e sugli Stati membri e la situazione a livello della governance mondiale, nonché proporre misure appropriate al fine di ricostruire a lungo termine mercati finanziari "sani e stabili, atti a sostenere la crescita sostenibile, la coesione sociale e l'occupazione, a tutti i livelli, e fornire una valutazione dell'incidenza degli interventi a i costi dell'inazione".

Sarà chiamata, inoltre, ad analizzare e valutare l'attuazione effettiva della legislazione comunitaria in tutti i settori interessati, nonché il coordinamento delle azioni avviate dagli Stati membri "per sostenere una crescita sostenibile e qualitativa e gli investimenti a lungo termine, onde lottare contro la disoccupazione e rispondere alle sfide demografiche e climatiche, nel rispetto del principio di sussidiarietà".

Infine, dovrà allacciare i contatti necessari e organizzare audizioni con le istituzioni europee e le istituzioni e gli organi internazioni, europei e internazionali, i parlamenti e i governi nazionali degli Stati membri e di paesi terzi, nonché con rappresentanti della comunità scientifica, delle imprese e della società civile, comprese le parti sociali, in stretta cooperazione con le commissioni permanenti.

La decisione, è precisato, lascia immutate le prerogative delle commissioni permanenti del Parlamento, competenti in materia di approvazione, controllo e applicazione della legislazione comunitaria relativa a detto settore. La commissione speciale, peraltro, potrà esprimere raccomandazioni concernenti le misure o le iniziative da avviare, in stretta cooperazione con le commissioni permanenti. Presenterà al Parlamento una relazione intermedia e una relazione finale in cui figureranno, se del caso, raccomandazioni in merito ad azioni o iniziative da intraprendere.

La commissione speciale, composta di 45 membri, avrà un mandato di dodici mesi a decorrere dall'8 ottobre 2009, ma la sua durata potrà essere prorogata.

"E' necessario creare un sistema di governo dell'economia capace di evitare le ricorrenti crisi provocate da spregiudicate speculazioni. Studieremo anche misure concrete per fronteggiare l'enorme ondata di disoccupazione che purtroppo si sta profilando", ha commentato a caldo Vito Bonsignore, vice presidente del Gruppo PPE, componente della Commissione come responsabile dei Popolari Europei.

“L'imminente entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona assegnerà al Parlamento Europeo - ha argomentato Vito Bonsignore - nuove e grandi responsabilità: noi Popolari faremo tutto ciò che è in nostro potere per dare all'Europa il ruolo politico che le spetta".

"Coinvolgeremo le piccole e Medie imprese - ha assicurato il vicepresidente del Ppe, - che da troppo tempo aspettano un'iniezione di fiducia, ma ancor più risposte concrete in merito all'accesso al credito".  Tra le priorità economiche del Parlamento Europeo dovrà inoltre sserci anche "la lotta all'indebitamento eccessivo delle famiglie e misure per sostenere il risparmio, fonte di investimenti”.

 

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