Indietro

I primati italiani: cibo e salute

19/02/2015

image id=722261 prodotti agroalimentari di qualità con cui raggiunge i primato nella Ue delle certificazioni Dop, Igp e Stg. Spesa sanitaria pubblica tra le più basse d’Europa e un’età media di vita tra le più lunghe. Sono alcuni dei primati italiani evidenziati dal rapporto 'Noi Italia' pubblicato dall'Istat, che raccoglie 100 statistiche significative sul nostro Paese.
Secondo lo studio, infatti, la spesa sanitaria pubblica italiana nel 2012 ammontava a 2481 dollari a persona, poco più di metà di quella olandese, al primo posto nella classifica, ma inferiore a quella di tutti gli altri paesi avanzati tranne Spagna, Portogallo e Grecia.
Anche nella spesa privata l’Italia si colloca agli ultimi posti con il 20% di quella totale. Ultimi posti nella classifica anche per tasso di mortalità: quella causata da malattie cardiocircolatorie, la principale causa di morte per l'Ue, il nostro Paese è in buona posizione, a livello dei migliori, così come per la mortalità causata da tumori, i cui valori sono in linea con i paesi che spendono di più per la sanità. ''In Italia, dove il livello di mortalità è tra i più bassi d'Europa, i tassi sono diminuiti in modo diffuso su tutto il territorio - scrive l'Istat sulle malattie cardiocircolatorie - raggiungendo nel 2011 il valore di 29,4 decessi ogni diecimila abitanti rispetto al 30,4 osservato nel 2010''.
Sul fronte certificazioni agroalimentari, l’Italia vanta buoni primati: alla fine del 2013 le specialità italiane coprivano oltre un quarto del totale (26,9%) delle certificazioni Dop della Ue, il 17,1% delle certificazioni Igp e il 4,7% di quelle Stg.
Tra i settori agroalimentari maggiormente rappresentati in Italia nel 2013 figurano gli ortofrutticoli e cereali, i formaggi, gli oli extravergine di oliva e le preparazioni di carni. Nel complesso gli operatori (distinti in produttori e trasformatori) sono 80.400: coltivano 162.200 ettari e gestiscono circa 42 mila allevamenti.