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Lavoro giovanile, 530 mln in arrivo dall'Ue

16/01/2014

L'Unione europea, descritta da alcuni come un burocrate che si occupa solo delle misure standard degli zucchini, dimostra ancora una volta, per chi ne avesse bisogno, che opera con gli strumenti a disposizione per l'interesse degli Stati membri, Italia compresa. L'ultimo intervento riguarda il lavoro giovanile: la Commissione europea infatti stanzierà per il nostro Paese 530,18 milioni di euro, provenienti dal fondo "Garanzia per i giovani".

Per ottenerli il governo ha presentato nelle settimane scorse il piano per il lavoro giovanile e dovrà stanziare lo stesso importo, attingendo dalle risorse della sua parte di fondo sociale europeo. Lo scopo della 'garanzia' è assicurare che i giovani fino a 25 anni non restino per più di quattro mesi senza occupazione o formazione. L'Italia potrà utilizzare i 530 milioni di euro nel 2014 e nel 2015, e non spalmati su sette anni come prevede il bilancio Ue.

La Ue, in seguito alle trattative dell'anno scorso tra i governi e il Parlamento sul bilancio e sulla nuova programmazione dei Fondi 2013-2020, si è impegnata ad anticipare dal bilancio i fondi per affrontare il dramma della disoccupazione giovanile, che in Europa continua a crescere.

L'Italia, con una disoccupazione giovanile sopra il 25%, rientra anche tra quei Paesi che riceveranno fondi extra dell' "Iniziativa per il lavoro giovanile".

La Commissione analizzerà i piani di applicazione della 'garanzia giovani' presentati dagli Stati membri e darà una valutazione nelle prossime settimane.

Per l'Italia, in particolare, le richieste della Commissione sono : riforma dei servizi pubblici per l'impiego, dialogo tra autorità pubbliche, servizi per l'impiego, scuole e centri per la formazione, sindacati e organizzazioni giovanili e in ultimo la riforma dell'apprendistato,  da usare con regolarità come forma di ingresso al lavoro.