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"Basta: il partito non è un affare di famiglia"

 

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La riunione del coordinamento regionale del 29 luglio

Dibattito infuocato all’ultima riunione del coordinamento regionale. Sotto accusa la gestione del partito e la prova deludente del governo regionale.

“Un anno fa Verdini aveva dato l’indicazione precisa di gestire il partito in maniera equilibrata e unitaria, ma si vede che in Corso Vittorio non se ne sono accorti, visto che è continuata una gestione unilaterale, quasi un affare di famiglia, a colpi di maggioranza. Con risultati disastrosi sia elettoralmente, sia nel governo regionale. Non ce la sentiamo più avallare in silenzio una linea che privilegia poche persone a discapito dell’intero partito”, è l’attacco di Maria Teresa Armosino.

L’On. Bonsignore lamenta lo scivolamento a destra del partito, sia nella politica sia nei linguaggi, che allontana gratuitamente migliaia di elettori. Che fa il paio con “una raffica di nomine di sottogoverno a candidati senza meriti di militanza nel PdL e assolutamente non qualificati, se non sotto il profilo di legami personali e talvolta extrapolitici con singoli esponenti”.

Critiche anche da Guido Crosetto, Enrico Costa e Angelo Burzi. Esito finale: la “maggioranza” tira dritto mettendo ai voti un documento; non ascolta, non recepisce ma si arrocca, non accorgendosi di essere sempre meno maggioranza.


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