La Fiat rispetti il patto, Torino deve essere la città dell’auto
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L'on. Bonsignore interviene sulla delicata questione del trasferimento della produzione in Serbia |
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“Non è vero che si possono produrre auto solo nei Paesi emergenti a basso costo di manodopera, Francia e Germania dimostrano il contrario La Fiat, perciò, rispetti i patti e se le condizioni sono cambiate ci dia spiegazioni ragionevoli”. È quanto chiesto questa mattina dall’On. Vito Bonsignore, vice presidente del Gruppo PPE al Parlamento Europeo, durante il coordinamento regionale straordinario convocato dai vertici del PDL sulla questione Fiat.
“La politica locale – ha proseguito Bonsignore – praticata da Chiamparino &C. ha soffocato l’indole manifatturiera di questa città. Tuttavia, noi vogliamo che Torino resti, anzi ritorni ad essere una vera città dell’auto. Non semplicemente città della Fiat, ma di tutte le aziende automobilistiche che vorranno produrre sul territorio”.
Per questo, la città deve essere dotata di tutti i supporti necessari affinché diventi “il fulcro di attrazione produttiva per investimenti in fabbricazione meccanica”.
“Le scelte politiche adottate in questa città negli ultimi 15 anni non hanno incoraggiato lo sviluppo industriale, bensì hanno favorito gli interessi di determinate clientele politiche”.
Secondo il vice presidente dei Popolari Europei, questa situazione “denuncia lo stato di precarietà in cui vive - ormai da troppi anni - la nostra città, che rischia drammaticamente di restare esclusa dalla ripresa economica. Abbiamo il compito di risuscitare Torino”.
Sfide impellenti, come la promozione di scuole di eccellenza per la formazione delle nuove figure di meccatronica, efficienti infrastrutture, un Politecnico maggiormente potenziato, sicurezza per i cittadini, banche legate al territorio attente alle esigenze delle PMI, un buon progetto energetico per la regione, non solo più rinviabili
“Il Popolo della Libertà è a mio giudizio – ha concluso l’On. Bonsignore - in grado di vincere queste sfide, ma dobbiamo da subito individuare all’interno del nostro partito la persona giusta che guidi questo progetto di rilancio e si proponga a capo della città per i prossimi cinque anni”.

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