Congressi: un’occasione da non perdere per cambiare la classe dirigente
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Sono partiti i congressi provinciali in Piemonte per il rinnovo dei vertici di partito |
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In questi giorni il PDL regionale è impegnato nei congressi provinciali e comunali in tutta la regione. Il 26 febbraio e il 4 marzo toccherà rispettivamente alla Provincia e al Comune di Torino.
Sono date importanti perché rappresentano la nostra occasione per avere – votandolo - il partito che vogliamo. Il regolamento congressuale è chiaro: un culo e una sedia e una testa e un voto. Ovvero fine dei doppi incarichi e parità tra militanti ed eletti. I dati del tesseramento dicono che questa volta possiamo cambiare la vecchia (non per età) classe dirigente con una nuova, che fonda la propria azione sui quei principi di democrazia, meritocrazia e trasparenza, che oggi sembrano dimenticati.
Ora il PDL poggia su una gestione oligarchica e fallimentare che crede di poter contare sul consenso dei propri sostenitori senza stabilire con loro un rapporto stabile ma anzi costringendoli a dover digerire scelte non sempre condivisibili – doppi, tripli e anche quadrupli incarichi, candidati imposti dall’alto, scelte non condivise, etc - .
Personalismo e opportunismo politico sono i padri dei limiti, delle divisioni e dell'inconsistenza politica e oggi il rischio è il fallimento regionale del nostro partito e con lui dell’entusiasmo, dei valori e della passione che da sempre animano il centro destra italiano e piemontese.
Di errori ne sono stati fatti, molti. Ma poiché ad ogni errore corrisponde una responsabilità, e quindi un nome e un cognome, dobbiamo esser consapevoli che grazie a questi congressi avremmo la possibilità del cambiamento, ovvero di creare con persone nuove, un vero partito, presente e vicino al territorio e fondato sul confronto e dialogo. Ora possiamo guardare al futuro e scegliere tra un partito sordo alle esigenze dei territori e troppo attento alla gestione del potere ed uno nuovo e partecipato, come quello che da tempo chiediamo.
Io non ho dubbi: voterò il secondo e sosterrò le persone che si impegnano con e per il territorio, che con me credono ancora che la politica significhi dar voce a chi ci sostiene dentro e fuori le aule istituzionali, che con me sono convinti che il confronto arricchisca un partito e non indebolisca una posizione, che con me sono ogni giorno si impegnano per dare al nostro comune, alla nostra provincia e alla nostre regione un centrodestra più vicino alle persone, in grado di offrire aiuti concreti alle famiglie e ai giovani.
Per questo come rappresentante del PDL e come militante, vi chiedo di credere con me in un partito nuovo, non perdendo l’appuntamento congressuale e facendo l’ultimo sforzo per riavere il partito che desideriamo. Se tutti voi verrete a votare, il nuovo PDL ci attende.
Gian Luca Vignale
Consigliere regionale, Presidente regionale Circoli Nuova Italia
Il senso di un impegno
Proprio mentre la fase dei congressi entra nel vivo, può sembrare fuori luogo un invito alla riflessione; il colore, la frenesia, l’adrenalina di un confronto serrato su posizioni e programmi diversi, in fondo, è l’anima della politica, e il nostro partito, per una nota combinazione di circostanze, quest’anima l’aveva persa da qualche tempo, accomodandosi in un modello in cui tutte le responsabilità – e tutte le fatiche – alla fine ricadevano su Berlusconi. A partire da questa stagione congressuale, non sarà più così: il Popolo della Libertà dovrà mettersi in discussione anche a livello locale e non potrà più sottrarsi a un rigoroso esame delle responsabilità dei successi (qualcuno) e delle sconfitte (purtroppo, molte di più).
Vale quindi la pena fermarsi un momento a ricordare il perché dell’impegno dell’Associazione Popolari per il Piemonte a favore di un rinnovato PdL, che è stato troppo a lungo un partito di eletti (molti con collezioni di incarichi). Ora, deve restituire sovranità ai suoi elettori, restaurando lealtà e coerenza con il mandato ricevuto. E’ un dato di fatto che gli elettori moderati sono disorientati e delusi (come dimostra, per esempio, il dimezzamento dei voti assoluti in Torino città dal 2001 ad oggi), perché in molte occasioni non hanno visto il partito impegnarsi concretamente nelle politiche per le quali si chiedeva loro il voto.
Dalla liberalizzazione dei servizi pubblici al contenimento della spesa per il sottogoverno e il sistema delle partecipazioni pubbliche, dalla perversione delle Fondazioni bancarie, che invece di contribuire al sistema produttivo fanno da bancomat alla macchina della sinistra, al costoso mantenimento della cultura assistita, in diverse circostanze – spesso attraverso il silenzio, l’inazione, la mancata denuncia – il nostro partito ha mancato al dovere di fornire un’alternativa e ha dato talvolta l’impressione di allinearsi, sostanzialmente, al sistema di potere della sinistra.
Non deve sorprendere che la nostra gente non sia così invogliata a votare PdL, se poi a conti fatti il partito non offre, neppure dove governa, una alternativa secca, visibile, senza compromissioni.
E’ per porre fine a questo stato di cose che la nostra associazione, nell’interesse del partito e del suo futuro in Piemonte, propone programmi e candidature per una gestione diversa del PdL, una gestione in coerenza profonda e sostanziale con l’operazione di rinnovamento inaugurata dal segretario Angelino Alfano.

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