Indietro

Smog, è allarme nelle città italiane

 

PHOTO

Dal rapporto di Legambiente un quadro preoccupante. Come si può intervenire?

E' stato reso noto il rapporto annuale di Legambiente sullo stato si salute ambientale dei comuni capoluogo italiani, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. Il quadro che emerge è preoccupante: le nostre città sono poco sicure, sia per quanto riguardo la qualità dell'aria che per i rischi di incidenti.

La prima emergenza da affrontare è quella dello smog. Si calcola che, a causa della cattiva qualità dell'aria, muoiano 8.500 persone all'anno nei grandi centri urbani.

In una cinquantina di città si rileva la presenza di aree critiche per le concentrazioni da biossido di azoto mentre per le polveri sottili sono 6 le città (Siracusa, Frosinone, Caserta, Torino, Pavia e Napoli) dove il valore medio annuo è superiore al valore limite per la protezione della salute umana (40 microgrammi/mc). Altre 6 città (Asti, Cagliari, Lucca, Milano, Venezia e Palermo) presentano un valore superiore ai 40 microgrammi/mc in almeno una centralina. Sono invece ben 47 i centri nei quali una centralina ha rilevato un numero di giorni di superamento della concentrazione media oraria (50 microgrammi/mc) superiore a quanto previsto per legge (35 giorni).

La densità automobilistica incide pesantemente sulla qualità dell'aria: rispetto ad alcune grandi capitali europee (Londra, Parigi e Berlino) che registrano valori molto bassi (32 auto/100 ab circa), il tasso medio di motorizzazione dei comuni capoluogo italiani si mantiene molto piu' alto, con 63,7 auto ogni 100 abitanti. Il trasporto pubblico è quindi trascurato: in più della metà dei centri urbani i mezzi privati la fanno da padrone mentre il trasporto pubblico perde passeggeri (a Bari, Catania e Palermo, gli abitanti salgono in media sui bus meno di 100 volte l'anno).

Non va meglio sul piano della sicurezza: la congestione del traffico, le abitazioni costruite male o nel posto sbagliato, le fabbriche a rischio d'incidente rilevante sono alcune delle emergenze che vengono riscontrate quotidianamente nelle città italiane.

BLOG: l'opinione del cittadino

Che la qualità dell’ambiente in Italia meriti attenzione è un dato su cui da lungo tempo le Istituzioni riflettono ed agiscono in ordine sparso. I dati diffusi da Legambiente vanno presi sul serio ma non come le avvisaglie di una catastrofe che ci aspetta domattina : basta un cambiamento di tendenza anche minimo per spostare in avanti le previsioni degli scenari più pessimisti e addirittura invertirne la rotta.

L’Unione Europea si preoccupa giustamente di porre obiettivi e parametri di qualità ambientale condivisi e raggiungibili: l’errore che facciamo noi  è semmai quello di gettarsi a corpo morto su provvedimenti settoriali di emergenza che non ottengono effetti immediati sull’ambiente mentre incidono sin da subito sulla qualità della vita.

Un esempio? Anziché continuare a proporre domeniche a piedi come provvedimento strutturale anti smog  sarebbe opportuna una revisione dei Piani Urbani del Traffico che affronti il problema degli scorrimenti veloci, degli attraversamenti e degli intasamenti che costringono i motori a girare di più in aree concentrate che diventano camere a gas a cielo aperto.

Ma per far questo occorre sapere chi si sposta per fare cosa, altrimenti si rischia di trasformare le città in ghetti a scacchiera penalizzati da aree a velocità limitata, che penalizzano i residenti nella loro mobilità locale.

La ripartizione delle competenze a diversi livelli ( Regioni, Province, Comuni e financo Circoscrizioni) richiede un lavoro congiunto e coordinato al quale solo una politica con una visione globale può dare adeguate risposte .

E tu cosa ne pensi? Lascia il tuo contributo sul BLOG!



 0 commento

- - - - - - - - -

Fate i vostri commenti :

Tutti i campi sono obbligatori !
Nome :
Città :
E-mail :
(Il vostro indirizzo e-mail non sarà pubblicato)
Titolo :
Commenti :
Anti-spam : Fai la somma dei numeri s e t t e più s e i più u n o :